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Oggi inizia il Festival Sabir, il Festival Diffuso delle Culture Mediterranee, che quest’anno compie 10 anni!

L’edizione del 2024 si svolge a Prato, da oggi fino a sabato 20 aprile, per poi fare tappa a Roma dal 10 al 12 ottobre.

 

Come ogni anno il SABIR rappresenta un appuntamento importante di formazione e approfondimento per le operatrici e gli operatori dei progetti SAI di accoglienza diffusa della nostra rete, che a Prato avranno l’opportunità di approfondire le questioni nazionali, sul tema del lavoro e della cittadinanza, sulle prospettive delle politiche di ingresso e soggiorno, ma anche di detenzione e trattenimento, delle persone di origine straniera nel nostro Paese.

 

Quando e perché nasce il SABIR? Un anno dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, per dare voce a quel Mediterraneo che non vuole arrendersi alle morti di frontiera e alla criminalizzazione delle persone in movimento e della solidarietà. Sabir, la lingua comune dei marinai del Mediterraneo fino all’inizio del secolo scorso, oggi richiama la necessità di ricostruire un linguaggio comune, a partire dalla società civile.

 

Perché Prato? Prato è una città dell’area metropolitana Firenze – Prato – Pistoia con una storia di immigrazione molto importante, unica nel quadro nazionale. Con una presenza di persone di origine straniera che si aggira intorno al 25% della popolazione residente (quasi 200 mila persone in totale, di cui 58 mila circa cittadini di origine non italiana) e la comunità cinese più numerosa d’Italia con oltre 31 mila residenti, Prato ha rappresentato, dagli anni novanta del secolo scorso in poi, un laboratorio nel quale sperimentare, non senza contraddizioni, nuove pratiche di inclusione e partecipazione. La città si è trasformata e si è trasformato anche il modello economico, il mondo del lavoro.

 
In foto le rappresentanti delle équipes dei progetti Sai “Sale della Terra”.

L’evento di apertura si terrà oggi alle 12:00 presso l’Officina Giovani, in Piazza dei Macelli 4, Prato.