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di Gabriella Debora Giorgione su VITA NO PROFIT

Un piccolo comune in provincia di Benevento sale alla ribalta nazionale per una grande “rivoluzione”: la scelta di essere accogliente e di trasformare quella che viene definita “emergenza” in un valore per la propria comunità. Dalla Campania, storia di un modello vincente

Alla fine, il piccolo comune cosmopolita vince il contest che racconta le pratiche e le politiche di inclusione rivolte ai cittadini stranieri in cinque regioni del sud: Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata.
«È stata una bella vittoria, un percorso entusiasmante quello che ci ha portato prima in finale con il Comune di Bari e che poi ci ha visti vincere. Sono due ottimi progetti di accoglienza, un segnale forte proprio in questo momento storico. Noi ringraziamo tutte le persone che ci hanno dato fiducia e che ci hanno sostenuto nella gara del contest. Come tutte le belle vittorie, è stata una vittoria di squadra, una vittoria di comunità, un merito collettivo. Castelpoto (Benevento) ha fatto una scelta importante, nel 2017, quella di aprirsi ed essere un piccolo Comune accogliente con chi arriva da altri Paesi e attento a tutti quelli che vivono qui da sempre. Scegliendo il Sistema accoglienza e integrazione-Sai».

Un’immagine tratta dal video vincitore del contest (clicca qui e guardalo)

In finale con il Comune di Bari, Castelpoto ha quasi doppiato Bari nei “mi piace” messi dal pubblico al video prodotto dall’organizzazione del progetto per raccontare quanto sta avvenendo nel piccolo comune sannita dal 2017 ad oggi.

Sono stati Gianpietro Losapio, presidente del Consorzio nazionale innovazione sociale-Nova, e Mario Morcone, assessore alla Sicurezza e legalità della regione Campania a consegnare a Vito Fusco, sindaco di Castelpoto (Bn) il premio del contest “MultiMo(n)di” per fare integrazione”, indetto nell’ambito del progetto COM.IN.4.0 Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 – Obiettivo Specifico OS2 Integrazione/Migrazione legale – Obiettivo Nazionale ON 3 – Capacity building.

Abbiamo deciso di fare la nostra piccola grande parte ed abbiamo scelto il modello dell’accoglienza diffusa

– Vito Fusco

Vito Fusco ha ripercorso la storia di Castelpoto e della sua comunità che, nel 2017, «Quando stavamo vivendo un periodo terribile sotto il profilo della cosiddetta “emergenza sbarchi”, hanno fatto, insieme all’Amministrazione comunale, una scelta coraggiosa: essere accogliente», ha ricordato.
«Abbiamo deciso di fare la nostra piccola grande parte – ha continuato il sindaco Fusco – ed abbiamo scelto il modello dell’Associazione nazionale comuni italiani-Anci dell’accoglienza diffusa, anche se all’inizio con lo scetticismo di tanti».

«Con l’arrivo delle prime famiglie lo scetticismo ha lasciato il posto al senso profondo di accoglienza che c’è in ogni comunità italiana, soprattutto piccola, come quella di Castelpoto. Dal quel progetto di accoglienza, prima denominato Sprar e oggi Sai, è nata una cooperativa di comunità, la nostra scuola si è ripopolata ed è diventata la “scuola a sei nazioni”, stiamo recuperando e rigenerando il nostro patrimonio immobiliare e immobiliare, cioè il nostro capitale sociale ed umano e quattro famiglie sono rimaste a Castelpoto», ha concluso Vito Fusco.