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Una cerimonia semplice, ma carica di emotività quella di venerdì per inaugurare la targa che dedica a Ciriaco Rinaldi l’area giochi del Caffè dell’Orto – Fattoria sociale Orto di Casa Betania.

Spesso le persone disabili guardano la vita dalla finestra, così Angelo Moretti pensa che in quel luogo Ciriaco possa vivere le gioie e la vivacità del Caffè dell’Orto come se fosse presente, in una terra vincenziana di proprietà delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, le quali dicevano che i fragili sono maestri di vita.

Ciriaco Rinaldi era un utente del Centro Sociale Polifunzionale “E’ più bello insieme”, affetto dalla sindrome di Louis Bar, malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva, per la quale non esistono cure ma solo trattamenti volti a gestirne i sintomi, caratterizzati da difficoltà deambulatorie senza intaccare il sistema cognitivo.

Nel ricordo di Angelo Moretti, Ciriaco era di una forza d’animo fuori dal comune, conosciuto nel 2003, quando il Centro Sociale Polifunzionale “E’ più bello insieme” stava muovendo i primi passi.

“All’epoca non ci sentivamo pronti ad affrontare una disabilità grave. Immaginate un gruppo di ragazzi con una Volkswagen 17 cavalli vecchissima che usavamo per portare i ragazzi al centro. Ciriaco era felicissimo di riceverci, perché sentiva che noi non guardavamo la disabilità, ma guardavamo a lui come un amico ed era quello che lui attendeva dalla finestra.

Ciriaco ci ha fatto capire che la strada era giusta e quello che abbiamo imparato da lui è la determinazione, che dimostrava nel volersi alzare anche alle 4 di notte per vedere la Ferrari, e questa sua caparbietà è stato un esempio.

Come rete ci chiamiamo Sale della Terra e vogliamo fare memoria nel presente, ricordarci che se c’è un ambiente di vita in cui si gioca, ci sono i bambini, si brinda, siamo sicuri che Ciriaco qui starebbe benissimo, perché stava alla finestra godendo delle gioie degli altri, senza alcuna invidia, e oggi lo immaginiamo a guardare da qui la gioia degli altri.”

Dopo aver svelato la targa, la cerimonia di benedizione è stata presieduta da fra’ Alfonso Fabbricatore, della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.

Ciriaco è stato ricordato dalle parole di chi lo ha conosciuto bene, tra gli interventi quelli di Fernando Errico e Raffaele Mignone, che sono riusciti nell’intento di farlo conoscere anche a non ha avuto la possibilità di incontrare questo ragazzo appassionato di Formula 1, che nonostante la sua disabilità ha lottato ed diventato a sua volta volontario del Centro Volontari della Sofferenza, dove inizia la sua formazione religiosa.

Annalisa Ucci ne ha ricordato il sorriso che accoglieva tutti sempre e ovunque e che diventava casa, capanna, porto sicuro, quel sorriso era il suo modo di esprimersi, era l’equivalente di un discorso di un’intera giornata.

La lotta delle persone disabili è un a lotta spesso silenziosa, conosciuta solo dai cari che li circondano e lottano insieme a loro, e i traguardi raggiunti, per quanto possano sembrare semplici agli occhi dei più, in realtà sono il risultato di sacrifici.

Angelo Moretti ricorda il discorso di una madre che gli confessò che ogni volta che guardava suo figlio, affetto da una grave forma di autismo, bere un bicchiere d’acqua autonomamente, sentiva una felicità e un orgoglio come se avesse preso una laurea. E sono tante le lauree che questi ragazzi e ragazze con tanta fatica riescono a prendere ogni giorno e non bisogna dimenticarlo.

L’intitolazione dell’area giochi a Ciriaco segue l’intitolazione della sala formazione del borgo di Rocca Bascerana a Santuccio Di Blasio, e continueremo a intitolare gli spazi cari a tutta la comunità di Sale della Terra alle persone fragili che hanno lottato una vita intera e che non sono considerate come persone che cambiano la storia, ma portano un insegnamento e cambiano le nostre storie, per ricordarle come costruttori della città.

Foto di Gianpaolo De Siena