Si è concluso il percorso formativo dedicato ai futuri membri della cooperativa di comunità a Santa Paolina, Piccolo Comune Welcome situato nell’entroterra irpino.
Una settimana di formazione in cui i docenti dell’Università degli Studi del Sannio, hanno trasferito alcune delle competenze necessarie per la gestione, l’amministrazione e lo svolgimento delle attività che la cooperativa di comunità vorrà realizzare. Ma non solo: i docenti hanno ravvivato gli incontri discutendo, progettando, immaginando, selezionando tutte le azioni in cui la cooperativa potrà concretizzare le proprie idee ed ambizioni, ed in che misura queste, una volta realizzate, riusciranno ad aumentare l’attrattività del territorio e, insieme, ad essere sostenibili economicamente.

Non è un caso, infatti, che una giornata sia stata interamente dedicata agli argomenti “marketing e concorrenza”: “Analisi di mercato e analisi dei concorrenti” è infatti il titolo del modulo diretto dal Dott. Riviezzo, Professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese, coadiuvato dal Dott. Generoso Branca, Dottorando in Marketing dell’Università del Sannio.

Innanzitutto i punti di forza e di debolezza (SWOT), compilati dai partecipanti in relazione ad ogni idea progettuale, sono stati sottoposti ad una duplice analisi di fattibilità:
di tipo tecnico – finanziaria, volta a capire se l’attività può proseguire ed essere sostenibile nel tempo;
fattibilità di marketing, orientata all’identificazione dei bisogni che si intende soddisfare, al target di clienti verso cui si è indirizzati, ed alle modalità che si intende utilizzare per fare ciò.

Ai partecipanti è stato chiesto, a tal fine, entro quale ambito, tecnicamente “area strategica di affari” (ASA), intendono muoversi: alcuni partecipanti propongono di estendere l’area di affari anche al di fuori dei confini del paese, mentre altri si focalizzano sulla tipologia di cliente da ricercare, ovvero tutti quelli interessati ad evadere dalla quotidianità e dallo stress delle grandi città.
Vien da sé che l’attenzione si sposta sull’analisi dei bisogni da soddisfare, cercando di capire se siano già soddisfatti, anche parzialmente, da qualcun altro, e quali gruppi di clienti vanno identificati in relazione a tali bisogni.
Premettendo che diversi gruppi di clienti possono avere bisogni diversi, dalle idee progettuali è emerso proprio la varietà di target identificati:
1 L’idea dei percorsi naturalistici è chiaramente indirizzata a chi è alla ricerca di natura, percorsi all’aperto, uscire di casa, staccare e ritrovare sé stessi;
2 La degustazione e la vendita di prodotti locali ed artigianali, diretta agli amanti del cibo sano e tradizionale, può incrociarsi con i gruppi di clienti dei percorsi naturalistici, oppure no: non è detto che chi sceglie i percorsi naturali poi scelga di provare anche la degustazione;
3 Bisogno di sentirsi parte di una comunità: qui i gruppi di clienti si identificano in coloro che selezionano la meta soprattutto per la valenza sociale delle azioni svolte sul territorio.
Anche in questo caso i target possono differenziarsi o, più facilmente, sovrapporsi: ad esempio un amante della natura può scegliere, tra tanti percorsi, quello che gli consentirebbe di essere, oltre che un turista fruitore dei servizi offerti, anche un concreto sostenitore della comunità che va a visitare, aiutandola a crescere e migliorarsi.
Ogni bisogno necessita di una risposta: sta ai membri capire chi cerca cosa e come verrà accontentato.

Il percorso formativo è quindi proseguito con le lezioni presiedute da Matteo Rossi, Professore Associato di Finanza Aziendale del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università degli Studi del Sannio.
Due giornate dedicate alla sintesi, al riordino e alla trascrittura definitiva di quanto discusso nelle lezioni precedenti.

Rossi, dopo aver chiesto ai partecipanti di riassumere le idee progettuali, propone di identificare quali idee possono essere realizzate più facilmente e quali riescano a garantire nel tempo una sostenibilità economica.

La scelta di puntare sul turismo, ad esempio, pur sfruttando l’assenza sul territorio di servizi simili, può comportare rischi a breve termine dovuti alla preparazione dei percorsi ed alla stagionalità del servizio offerto, pertanto il Professore suggerisce non di abbandonare questa strada, ma di affiancarla ad altri servizi che garantiscano introiti più immediati.

Un servizio di assistenza rivolto agli anziani potrebbe invece garantire quotidianità degli incassi, colmando peraltro un bisogno richiesto sul territorio, ma si scontrerebbe con la mancanza di specializzazione dei membri in materia, che quindi dovrebbero limitarsi a servizi di base, come accompagnamento all’ASL, prenotazione visite mediche, spesa a domicilio.
Ancora: i servizi di cura del verde comporterebbero l’aver a che fare con una concorrenza più attrezzata.

In relazione a quanto discusso, vengono stilati gli obiettivi prioritari della cooperativa: valutazione e rivalutazione territorio – servizi per la comunità (affidamento da parte di enti pubblici e privati cittadini) – gestione punto vendita di prodotti locali (artigianali e prodotti enogastronomici). Successivamente, con l’aiuto del Professore, il gruppo definisce, per ogni singola idea progettuale: le funzioni di ogni membro in base alle competenze pregresse, con la creazione di un vero e proprio organigramma; l’analisi swot; l’analisi della domanda (target di pubblico) ed analisi dei processi produttivi (tipologie e costi di beni, strumenti, attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività).

Nell’ultima lezione è stato analizzato il progetto stilato dai futuri membri della cooperativa, che ricevono i complimenti da Rossi per la cura e la minuziosità impiegate. Per ogni servizio è poi associato un responsabile, ed a seguire viene stilata un’esaustiva analisi della domanda, con la previsione del numero di persone potenzialmente interessate al servizio, i relativi costi e ricavi di ogni servizio.
Su suggerimento del Professore, viene creata una tabella con la descrizione dei servizi e l’impegno richiesto per ogni mese dell’anno, al fine di distribuire i servizi temporalmente, in modo ottimale, per evitare periodi in cui più attività si sovrappongano e altri in cui non ci sono attività.

Il gruppo si confronta sulla possibilità di rendere i servizi disponibili tutto l’anno, giungendo alla conclusione che per i servizi agli anziani e, in parte, per i servizi turistici, potrebbe risultare conveniente, mentre l’idea del tour enogastronomico viene circoscritta in un periodo dell’anno di 8 mesi, da aprile a ottobre, evitando i mesi più freddi, con l’eccezione del periodo natalizio e di carnevale. Sottolineando la difficoltà di proporre il tour enogastronomico tutti i giorni, la maggioranza conviene nel renderlo fruibile soltanto i week-end.
Ma in cosa consiste il tour? Quanto costa? Prevede delle convenzioni con attività ricettive? Il confronto continua, in un’atmosfera di coinvolgimento e grande partecipazione di ognuno dei presenti, che convengono nel creare un pacchetto che preveda sia la semplice camminata che l’intero percorso con pranzo finale.

Durante la discussione emergono tutte le complicazioni legate al discorso turistico, anticipate dall’iniziale titubanza di Rossi, che suggeriva di non utilizzare l’idea dei percorsi come unica strada, ma di affiancarla ad altri servizi quotidiani e, nel frattempo, coltivarla e strutturarla nel tempo. Previsti costi, ricavi e forze impiegate annualmente, viene realizzato lo stesso tipo di previsione per ogni singolo servizio, arrivando all’elaborazione completa di un Budget previsionale, fortemente esplicativo dei pro e dei contro, soprattutto economici, di ogni attività che si vuole realizzare.

Il percorso si conclude con i migliori auguri da parte di Rossi ai futuri membri della cooperativa, che, lezione dopo lezione, hanno visto crescere in loro un forte spirito d’iniziativa e desiderio di realizzare progetti importanti ed ambiziosi, che riescano ad influire in maniera decisa ed importante sull’attrattività del territorio, invogliandone la crescita e lo sviluppo delle tante potenzialità finora rimaste inespresse, in piena sintonia con le altre azioni già effettuate nell’ambito del progetto “Piccoli Comuni Welcome”.

Invogliare la cooperazione come strumento di sviluppo locale, come già dimostrato, può rappresentare la strada maestra per fornire ai giovani delle possibilità per restare in quelle terre dove sono cresciuti e da cui tante, troppe persone, sono scappate per assenza di alternative.

Francesco Boffa