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Anche il piccolo comune di Santa Paolina, situato in provincia di Avellino e popolato da poco più di 1200 anime, ha da oggi la sua Cooperativa di Comunità, volenterosa di offrire servizi specifici e raggiungere importanti traguardi al servizio della propria comunità.

Il nome scelto dai soci per la neonata cooperativa – costituitasi ufficialmente martedì 16 novembre dal notaio Ambrogio Romano – è FuEco, acronimo di futuro ed ecologia, denominazione evidentemente legata ad una visione dei componenti della cooperativa volta alla ricerca di un futuro possibile per la propria comunità, ispirandosi a principi rispettosi dell’ambiente e del prezioso patrimonio naturalistico di cui Santa Paolina può godere. Futuro purtroppo minato dall’andamento demografico degli ultimi anni, in fase di decrescita costante: giusto per fare due esempi, gli abitanti del comune di Santa Paolina al 2011 erano circa 1400, mentre se si va ancora più indietro notiamo come nel 1981 gli abitanti erano 1700.

Il dato rappresentante il graduale spopolamento del comune irpino è strettamente correlato a diversi motivi, comuni a tanti piccoli paesi dell’entroterra: carenza di servizi essenziali, mancanza di lavoro, invecchiamento della popolazione, bassa natalità, digital divide. La cooperazione di comunità rappresenta, nell’ambito del progetto “Piccoli Comuni Welcome”, lo strumento capace di dare una risposta a queste problematiche, puntando su un cambiamento dal basso, da quei luoghi additati come “terre da cui fuggire” ma che possono rappresentare il cambiamento nel mondo, mettendo in rilievo la vocazione di ogni territorio, sia essa storica, rurale, artigiana o turistica e coinvolgendo la comunità in questo processo.

Già in fase di formazione, precedente e propedeutica alla costituzione della cooperativa, i soci spingevano molto sul concetto della valorizzazione e promozione dei potenziali punti di forza del piccolo comune.
Le nuove tendenze turistiche di ricerca di percorsi paesaggistici, prodotti alimentari sani e di qualità, ed aree incontaminate e naturali, trovano sicuramente in Santa Paolina un posto ideale dove strutturare un’offerta turistica adeguata, finora assente. In cantiere, nei progetti della cooperativa, c’è infatti la creazione di percorsi alla scoperta delle eccellenze naturalistiche ed enogastronomiche locali.

Percorsi alla scoperta delle eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche, ma anche altre potenzialità tutte da valorizzare: la tradizione della lavorazione di ceramica artistica di Santa Paolina ha portato i soci a porsi l’obiettivo di realizzare un laboratorio di prodotti artigianali. Puntare sulla tradizione per dare un futuro: alla base di questo concetto c’è anche la volontà della cooperativa di diffondere quelle che sono le tecniche di alcune aziende vitivinicole del territorio, che utilizzando ancora le botti in legno possono essere di interesse per un certo tipo di turismo, in voga negli ultimi anni, volto alla scoperta della storia e dell’identità di un luogo.

La cooperazione di comunità, laddove riesca ad unire lo spirito di iniziativa dei soci della cooperativa con un alto grado di coinvolgimento nel progetto dei vari componenti della comunità di cui fa parte (e con cui la cooperativa deve entrare in sintonia e non in concorrenza), può rappresentare lo strumento ideale per rigenerare quelle aree troppo spesso considerate come luoghi da cui scappare per trovare un futuro. Non è così: il futuro può essere costruito facendo gioco di squadra e realizzando progetti con l’ambizione di influire in maniera decisa ed importante sull’attrattività del territorio, invogliandone la crescita e lo sviluppo.