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Al convegno di presentazione della Prima Edizione di UP&Bascio – Festival dello spopolamento a Torrecuso, abbiamo partecipato con Roberta Capuano, Responsabile dell’Area Comunicazione della Rete “Sale della Terra”, che, con il suo intervento sui fenomeni dell’emigrazione e della desertificazione dei piccoli comuni dell’entroterra, ha portato la testimonianza di rigenerazione delle aree rurali e dei piccoli comuni della Rete “Sale della Terra” in una giornata ricca di spunti e di riflessioni.

Hanno partecipato all’incontro anche Angelino Iannella, sindaco del Comune di Torrecuso, Carmine Pastore, Presidente dell’Associazione “Gramigna” che ha curato l’organizzazione del Festival, Mirko Angelone, Presidente “Nuova Proloco Torriculos”, Monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo Metropolita di Benevento, Antonio Altiero, Responsabile di “Borghi della lettura”, Blessing Felix, beneficiaria del progetto di accoglienza locale, Giuseppe Tolino, Direttore Artistico di “Scoperte in Vigna”, e il sociologo Cosimo Pica, con il Consigliere del Comune di Torrecuso Andrea Mercurio a moderare gli interventi.

“Il Sannio negli ultimi cinque mesi ha perso quasi 1400 abitanti.
Notizia riportata dai quotidiani qualche giorno fa e che purtroppo non rappresenta una novità, anzi documenta l’inesorabile declino e spopolamento al quale il nostro territorio è destinato se la tendenza non verrà invertita con proposte e provvedimenti concreti.
Il sistema di welcome, un sistema di accoglienza integrata di chi arriva nel nostro paese in cerca di un futuro, è una delle risposte per contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento dei nostri territori.

Lo abbiamo vissuto in prima persona a Sassinoro, in una calda giornata di luglio.
Un gruppo di bambini festanti con genitori al seguito ha animato la conca, un laghetto naturale formato dal fiume Tammaro che scorre tra le rocce, in cerca di refrigerio e di un momento di svago.

Bambini di diverse età e diverse nazionalità, afghani, somali, ivoriani, beneficiari ed ex beneficiari del progetto SAI di Sassinoro, sono loro la nuova generazione di un borgo che conta 645 abitanti, il futuro per un territorio che ha necessità di essere salvato dall’abbandono nonostante le bellezze naturali e paesaggistiche, ricchezza unica e inestimabile che potrebbe e dovrebbe essere leva di un turismo rurale, lento e sostenibile.

Ci piace immaginare che quel posto crescerà insieme a quei bambini, che studieranno qui, si formeranno qui e un giorno contribuiranno allo sviluppo della loro comunità.
Questo percorso è già iniziato con la costituzione della Cooperativa di comunità “Conlaboro”, formata da autoctoni e migranti che hanno concluso il percorso di accoglienza e hanno deciso di stabilirsi nel paese che li ha ospitati, persone che amano il territorio e vogliono contribuire a preservarlo. Tra le varie attività stanno rigenerando uno spazio nei pressi della conca per creare un luogo di aggregazione e uno spazio generativo di inclusione sociale.

Ci piace immaginare che quando quei bambini saranno grandi si occuperanno loro della gestione di un’area che nel frattempo è fiorita, si è popolata, è diventata un punto di riferimento e ristoro per chi vuole godere della bellezza delle nostre aree interne.

Anzi, la nostra non è immaginazione, ma la certezza di come sarà il futuro se si continua a seguire la strada dell’inclusione e della coesione sociale.

Altri pratici esempi di integrazione e di cooperazione della nostra Rete sono rappresentati, tra gli altri, dalla Cooperativa di Comunità “Ilex” di Pietrelcina, che dopo aver vinto un bando emanato da Legacoop è riuscita a prendere in gestione e restituire alla comunità la villa comunale, chiusa dall’alluvione del 2015, facendone un Ecoparco.

Anche fuoriuscendo dal campo delle cooperative di comunità ed entrando in quello dell’economia civile troviamo esempi come Alimenta Bistrot, ai piedi dell’Arco di Traiano, “il bistrot della coesione sociale”, all’interno del quale trovano spazio diverse culture che danno vita a ricette figlie delle tradizioni di diverse parti del mondo.”