Seleziona una pagina

Per la giornata mondiale del rifugiato 2020 di sabato 20 giugno gli Sprar/Siproimi della Rete di economia civile “Consorzio Sale della Terra” non hanno potuto riunirsi come i precedenti anni in una grande festa collettiva a causa delle direttive anti – assembramento, ma ciò non li ha distolti dall’obiettivo primario: celebrare l’accoglienza!

Si è pensato così di svolgere eventi similari in tutti i progetti, mantenendo una sorta di “filo” conduttore che potesse unirli in quel giorno, anche se distanti fisicamente: impiantare un albero in un’aiuola del paese, simbolo di rinascita, di “mettere radici”, oppure disegnarlo come murales con impronte di mani colorate di autoctoni e migranti a mo’ di chioma.

L’albero non è ovviamente un simbolo scelto casualmente, da sempre costituisce un’immagine universale e archetipica, un emblema potente che vive e si moltiplica nello spazio e nel tempo in un’infinita varietà di forme. E quale raffigurazione migliore per rappresentare le nostre piccole comunità welcome, che hanno piantato il seme dell’accoglienza, aprendosi letteralmente al diverso, alla sua autenticità e interezza, scevre di ogni tipo di pregiudizio?

Ecco quindi il senso della festività: celebrare il “Welcome” in tutte le sue forme e colori, far sentire le persone che approdano nelle nostre comunità parte della stessa, ponendo in essere un’accoglienza a dir poco feconda, un intreccio di relazioni, di trame di vita che ci danno ancora la possibilità di sperare in un mondo non solo multi, ma soprattutto interculturale.

“Per fare l’albero, ci vuole il seme” – Sergio Endrigo

Giulia Pellizzari, operatrice Sprar Castelpoto.