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di Gabriella Debora Giorgione

Alle sue spalle il sole del meriggio le fa un po’ da scudo, ma l’incarnato bianco la illumina nonostante il controluce.
Giovanna Zollo è Consigliera di Amministrazione della Rete di Economia civile “Sale della Terra” ed anche Coordinatrice del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) del Piccolo Comune Welcome di Santa Paolina, in provincia di Avellino.
E’ un momento non facile, questo, nel quale Giovanna deve riorganizzare tutto il suo lavoro perché fino a qualche giorno fa coordinava anche un altro progetto SAI. E per chi vive con i sentimenti, oltre che con il pc, staccarsi da persone e luoghi è una operazione non troppo semplice.
Ne parliamo e ne nasce uno scambio di valore. Queste interviste servono innanzitutto a chi scrive: per trovare uno specchio, conferme, dubbi, ma soprattutto per conoscere l’altro e finalmente parlare senza fretta.
Giovanna Zollo nasce a Benevento, ma ha sempre vissuto a Tufara con i genitori – mamma Silvana, insegnante, e papà Renato, impiegato alla Fiat – i due fratelli più grandi di lei e i tanti momenti di “ricostruzione” del proprio sé che questi tre ragazzi hanno dovuto affrontare.
Nel 2003, infatti, i tre fratelli sono rimasti orfani di entrambi i genitori. In soli cinquanta giorni, giugno-agosto, muoiono prima la mamma e poi il papà che, in realtà, quando Giovanna aveva soli nove anni aveva già lottato contro una leucemia e sembrava averla superata. Ma quando si riammala, decide di nasconderlo perché la famiglia, già gravata dalla malattia di sua moglie, non avesse altre preoccupazioni, in particolare Giovanna che aveva solo quindici anni e si occupava di tutta la casa.
Ci pensano le nonne a fare fronte a tutto, la tutela di Giovanna viene affidata ad uno dei due fratelli, che nel frattempo, a ventiré anni, aveva trovato lavoro. Il più grande dei fratelli, venticinque anni, stava ancora studiando all’Università, ma fu costretto a lasciarla per cercare lavoro. Le zie, gli zii e i tanti cugini fanno da grande famiglia a Giovanna e ai suoi fratelli, che escono da quel momento con la giusta forza.
«Da bambina hai tanti sogni ma devi fare i conti con la realtà», mi dice Giovanna con la voce rotta e mi detesto per avere fatto la domanda di apertura. «Per fortuna sono arrivate le liquidazioni dei miei genitori, andate ai miei fratelli, mentre a me è stata riversata una pensione che mi ha permesso di continuare a studiare senza pesare sui miei fratelli e sulle nonne», racconta.
Giovanna si trasferisce a Campobasso, si iscrive a Scienze sociali: «In realtà, il mio sogno era fare il medico, ma purtroppo non me lo sono potuta permettere», la voce si spezza. Si laurea nel 2011 e segue un Corso sull’abuso e la violenza sulle donne dove conosce Mariaelena Morelli ( ” “, ) con la quale, insieme a Paola Ferrannini (), apre lo sportello antiviolenza. Poi viene chiamata nel primo progetto SPRAR, a Roccabascerana, diventandone la Coordinatrice nel 2017.
Al “Sale della Terra” Giovanna conosce anche l’amore, Waheed, afghano, mediatore culturale, con il quale si sposerà a breve.
Ma quando le domando se ha un sogno da realizzare, mi risponde di nuovo con la voce rotta «No. Non c’è un sogno. Forse sarà anche per il momento storico che sto vivendo, ma posso assicurarti che non sono mai stata una sognatrice, ho sempre visto troppo la realtà e i limiti e tante cose che non si potevano fare», abbassa un po’ lo sguardo e mi ritrovo nell’idea che di lei ho sempre avuto: una donna autentica, pulita, mai sopra tono, ma forte.
«Giovanna perché sei “Sale della Terra”?»
Mi guarda in silenzio per qualche secondo, scoppia a ridere: «Mamma mia, Gabrie’, che domande…uno non ci aveva mai pensato…Mah, forse per la purezza dei miei sentimenti. Sì, per quello, per la purezza dei miei sentimenti verso gli altri», mi dice convinta e orgogliosa.
Mi viene difficile salutarla, per la verità: vorrei continuare a parlarle perché Giovanna, con quel modo di guardarmi negli occhi acuto ma dolce, induce molto anche me a riflettere. Lo specchio di palesa ed è bellissimo, quando è così. Ho profonda ammirazione per questa donna meravigliosa.