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Per una realtà estesa e in crescita come la nostra è importante fermarsi un momento per confrontarsi, analizzare il presente e pianificare il futuro guardandoci negli occhi, per questo motivo abbiamo pensato a una serie di incontri, chiamati “Stati generali” riguardanti le nostre aree di welfare e economia reale.

Come ha sottolineato il nostro direttore generale Francesco Giangregorio, crescere significa anche strutturarsi meglio: come impresa sociale abbiamo riunito una serie di professionalità e competenze che lavorando insieme possono contribuire allo sviluppo di ogni singola area o struttura parte della nostra rete, non solo da un punto di vista economico, ma soprattutto di valore sociale.

Il 30 gennaio si sono svolti gli Stati Generali dell’Agricoltura Coesiva, nella cornice di Villa Mancini a Ponte (BN), CSP e casa alloggio per persone con disabilità e in PTRI, un bellissimo casale in campagna con orto e pollaio che si sostiene anche grazie alla vendita di uova bio.

Teniamo molto all’agricoltura coesiva perché, oltre a essere uno dei primi comparti nati all’interno del consorzio, alla mission di inclusione lavorativa di persone fragili coniuga il recupero dei terreni abbandonati e la valorizzazione delle nostre aree interne.

Il direttore Donato Marco, anche presidente di Lentamente, una delle cooperative fondatrici del consorzio, ha introdotto la giornata facendo il punto sulla produzione, sugli ettari di terreno recuperati e destinati alle coltivazioni, sulle persone inserite grazie al progetto “Buono e giusto” dell’UEPE, o persone con disabilità, che hanno lavorato alla vendemmia, alla produzione delle passate, all’imbottigliamento dell’olio, sottolineando come il parametro di crescita sia soprattutto il numero di lavoratori da inserire stabilmente, non solo in agricoltura, ma anche in aziende partner che decidono di condividere la nostra mission.

Come raggiungere questo obiettivo?

Il Presidente Angelo Moretti ha raccontato che Villa Mancini è nata grazie alla sinergia di diverse persone e forze che si sono messe in campo e che hanno trasformato un rudere nella meravigliosa struttura che ci ha ospitati, così ogni nostra azione deve crescere utilizzare il concetto di rete come razionalità incrementale.
L’agricoltura è il comparto più finanziato in Italia, il PSR ha destinato 1,6 miliardi per i prossimi 6 anni, ma è il più disgraziato per lo sfruttamento nel mondo del lavoro, che porta il prezzo dei prodotti industriali, realizzati proprio con il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici migranti, a pochi centesimi.
La sfida è che oggi il cibo di qualità è escludente perché ha costi alti di produzione e quindi comporta un prezzo maggiore al cliente finale, essere competitivi significa cambiare i modelli economici e chiedersi perché un prodotto costa molto meno rispetto a un altro realizzato con criteri di sostenibilità ambientale e sociale.
Un’altra sfida è salvaguardare la terra, in Italia abbiamo perso 5 milioni di ettari a uso agricolo, sostituito spesso dal cemento, nelle terre del welcome bisogna essere sentinelle e intercettare chi lascia la propria terra per cercare di salvarla e rigenerarla.

L’incontro è proseguito con una panoramica delle strutture che si occupano di agricoltura, l’orto e il campo di grano di Villa Mancini, gli orti del Caffè dell’orto e del Borgo Sociale di Roccabascerana, con il racconto degli inserimenti lavorativi del progetto “Buono e Giusto” e con una ricca pausa pranzo a base di cardone e frittata fatta con le uova di Villa Mancini.

A chiusura i contributi dei team della nostra rete che si occupano di analisi, sviluppo, comunicazione e marketing e commerciale, tutti tasselli di un puzzle che si congiungono per raggiungere l’obiettivo finale di un’agricoltura coesiva che cresca insieme e generi coesione sociale.