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Il Progetto Sai del Comune di Chianche nasce nel 2016 e accoglie 25 beneficiari, uomini e donne singole.
In questi anni sono stati avviati percorsi personalizzati per i beneficiari, sfociati in un’integrazione sul territorio. Nell’ultimo anno, infatti, sono stati finalizzati diversi inserimento socio-abitativi e lavorativi nell’area di Chianche e paesi limitrofi: la cosa particolare è proprio che le stesse persone che hanno deciso di restare a vivere dove sono stati accolti erano le stesse che, nei primi tempi dopo il loro arrivo, mostravano titubanza nel restare in un paese con pochi abitanti e con carenza di servizi.

“Alla fine si sono resi conto della forza della comunità – ha dichiarato la coordinatrice del SAI, Morgana Nardone – e di una rete che si può creare anche intorno a chi viene senza famiglia, pertanto dopo un po’ di tempo hanno espresso la volontà di stabilirsi qui.

Oltre all’inserimento lavorativo e a tutto il lavoro di integrazione svolto affinché potessero raggiungere un’indipendenza economica, ci siamo messi alla ricerca delle case, una cosa che in un paese piccolo è più complicata di quello che può sembrare”.

Di case, infatti, ce ne sono ma molte non sono agibili, altre invece hanno proprietari poco propensi a darle in affitto: il grande lavoro dell’équipe è stato di coinvolgere la comunità nella ricerca di abitazioni idonee. E con risultati invidiabili: “Nell’ultimo anno – ha concluso Morgana Nardone – abbiamo portato a termine 6 inserimenti socio-abitativi e altrettanti lavorativi: i beneficiari di sesso maschile hanno trovato lavoro con più facilità, trattandosi di un’area piccola e con lavori prevalentemente nelle aree dell’edilizia e dell’agricoltura, nell’ambito delle quali sono state concluse assunzioni anche con contratti di tipo indeterminato. Finalmente però siamo in procinto alle prime due donne un inserimento sia abitativo che lavorativo.

Tutto questo però non si ferma a dare una casa, un luogo fisico, ma siamo riusciti ad ottenere una dimensione di inclusione in cui c’è stato un innesto dei beneficiari con la comunità, diventati a tutti gli effetti dei chianchesi. Questi sono risultati importanti che hanno dato tanta gratificazione a tutta l’équipe e che hanno permesso di far cambiare idea alla comunità che, all’apertura del SAI, poteva apparire restia sul tema dell’accoglienza.”

di Francesco Boffa

Foto e video di Gianpaolo De Siena