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A Bisacquino, piccolo comune del welcome in provincia di Palermo, A Vestizione di lu Bamminu è una celebrazione che arriva dal 1400, ricorda Gesù bambino che nasce povero e riceve la visita dei Magi che gli portano in dono oro, incenso e mirra.
Per la prima volta in seicento anni, ieri nella chiesa madre i Bisacquinesi hanno scelto di “vestire” un bambino non bisacquinese e neanche “italiano”. L’onore dell’altare è stato dato a Benjamin, un bimbo di nazionalità nigeriana ospite, con la sua famiglia, nel progetto Sai del Comune di Bisacquino.
Da sei secoli, grazie alla Congregazione del Santissimo Sacramento, i bisacquinesi acquistano abiti, generi alimentari ed ogni bene necessario da donare sull’altare al “bambinello povero” che, simbolicamente, viene “rivestito” di questo “bene della comunità”.
Finita la Messa, il “bammineddu vistutu” dona, a sua volta, mandorle benedette a tutti i presenti.
 
Sono felice ed orgoglioso. Nel giorno dell’Epifania del Signore, nella chiesa madre, non nome di Gesù a Bisacquino sono state abbattute tutte le barriere e i confini e ci siamo ritrovati ad essere un solo popolo, il popolo di Dio e abbiamo respirato un’atmosfera significativa di comunità! I più belli? I bambini che si sono stretti accanto a Benjamin, sull’altare: 
questo il commento, a caldo, all’uscita dalla chiesa, di Tommaso Di Giorgio, sindaco di Bisacquino.
 
Perché simbolicamente il “bammineddu” dona mandorle?
La mandorla o vesica piscis, che significa vescica di pesce in latino, è un simbolo di forma ogivale formato dall’intersezione di due cerchi dello stesso raggio.
La forma della mandorla fin dal Medioevo ha acquistato un ruolo importante nell’iconografia cristiana. La sua forma ogivale infatti, simile a quella di un pesce, passa nel Cristianesimo come un riferimento a Cristo. In greco ichtys significa pesce: le lettere greche ΙΧΘΥΣ che compongono la parola, formano l’acrostico ᾿Ιησοὸς Χριστὸς Θεοῦ υἱὸς Σωτήρ «Gesù Cristo, figlio di Dio, Salvatore».
 
Il frutto del Mandorlo rappresenta il mistero di Cristo e simboleggia il risveglio della natura dopo la stagione invernale, dal momento che è il primo albero a sbocciare in primavera, sotto il segno dei Pesci.

Secondo una storia antica, durante il periodo della persecuzione, quando un cristiano incontrava uno straniero per strada, per riconoscersi senza parlare il cristiano tracciava un arco per terra e se lo straniero completava il disegno con un arco opposto allora si identificava anche lui come tale. In ebraico il termine mandorlo e il termine vigilante hanno la medesima radice; infatti mandorlo è shaqed, cioè “colui che vigila” o “protegge” che è shoqed.

di Gabriella Debora Giorgione