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Abbiamo tenuto a Napoli un incontro con le nostre “donne del welfare”, ovvero le coordinatrici e responsabili dei nodi di Welfare “Sale della Terra”.

Un momento di confronto importante tra e diverse realtà, che hanno a che fare con diverse fragilità, in diversi territori, ma unite come “Sale della Terra” nella stessa rete con un identico approccio nella presa in carico.

Sono state diverse le necessità emerse a margine dell’incontro:
Trasferire agli operatori delle strutture sempre più competenze e puntare sempre di più sulla formazione continua;
Fare formazione sulla leadership e su come essere manager, alla luce dell’evoluzione e del numero sempre maggiore di prese in carico nelle nostre strutture welfare
Riprendere la formazione iniziale che svolgemmo anni fa su come far evolvere il welfare e integrarla sulla base degli andamenti legislativi, cercando fare sempre più rete soprattutto con gli ambiti territoriali.

Già nel 2013, un anno prima dell’apertura del Borgo Sociale Regionale di Roccabascerana, predisponemmo, con il fondamentale supporto del Dott. Righetti, un’intensa formazione destinata ai coordinatori dei nodi di welfare che di lì a poco sarebbero nati, affinché venisse utilizzato un approccio di tipo olistico nella cura dei pazienti – pilastro su cui ci poggiamo tutt’oggi – che mettesse cioè in relazione la presa in carico terapeutico/riabilitativa con lo sviluppo ed emancipazione dell’individuo, del sistema familiare ed ambientale.

Il Piano Pedagogico-Formativo delle strutture di accoglienza residenziale prevedeva già al tempo un lavoro sinergico con gli enti pubblici deputati alla presa in carico dei casi: Dipartimento di Salute Mentale, Servizio per le Tossicodipendenze, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Servizi Sociali di Base, Casa Circondariale, Tribunale di Benevento, Servizi Riabilitativi, ecc.

Nell’ottica del caring, contrariamente al curing, il processo di presa in carico è caratterizzato da un concetto di salute intesa come qualità di vita globale e sviluppo pieno della personalità nell’ottica non solo bio-psico-sociale, ma anche relativamente al benessere spirituale; i progetti individualizzati escono quindi dalla logica di interventi comunitari/clinici specialistici finalizzati ad intervenire in una delle dimensioni esistenziali dell’uomo, per costruire delle comunità di caring, di prese in carico di fratelli fragili.

Da questa visione discende una progettazione individuale che punta al potenziamento degli stati di salute pre-esistenti ed alla costruzione di un processo in cui la responsabilità di trovare una migliore condizione di vita bio-psico-sociale e spirituale sia condivisa tra operatori sociali, specialisti, utente e sistema relazionale.

Erano presenti all’incontro: Antonietta Caroscio, delegata CDA al welfare della nostra rete; Carmen De Bellis, coordinatrice PTRI; Maria Francesca Ocone. responsabile dei Patti Educativi di Comunità; Sabrina Autorino e Anna Serenelli, Borgo Sociale Regionale di Roccabascerana; Filomena Palmiero, CSP Albergo Diffuso di Campolattaro; Mariagrazia D’Aniello, CSP Fattoria Sociale Villa Mancini; Liliana Apollonio, responsabile CSP è più bello insieme; Emilia Voccola, Responsabile Casa di Comunità Unitalsi Chianche