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Dopo il dibattito organizzato da VITA con Giuliano Amato, al quale Angelo Moretti -Presidente della Rete di Economia Civile “Sale della Terra” e referente della Rete dei Piccoli Comuni Welcome- ha partecipato come rappresentante di una delle cinque realtà italiane del terzo settore più rilevanti a livello nazionale nell’impegno su una politica attiva di cambiamento dei territori, in Italia continua la discussione sul ruolo del Terzo settore in politica, ma soprattutto sui “luoghi attuali della formazione della coscienza politica degli italiani e della selezione del gruppo sociale dei dirigenti”.

Giorgio La Pira sollecitava i cattolici uscire dalla loro comforte zone dell’impegno intraecclesiale e a dialogare con le diversità ideologiche, impegnandosi direttamente in politica.

Oggi per molti attivisti dell’impegno sociale, culturale ed ambientale, passare dall’essere parte di una proposta sociale ad essere parte di una proposta politica significa uscire da un cerchio magico di fiducia e consenso sociale ed entrare in un girone di sfiducia collettiva: se un volontario o un cooperante prende impegni per una condizione di povertà della sua città riscuote consensi, se lo fa il politico riscuote diffidenza per le “solite promesse”. La stessa azione, anche compiuta dalla stessa persona, può avere letture diametralmente opposte se ad agire è il politico piuttosto che il volontario.

Questo è l’articolo scritto da Angelo Moretti sul tema e nel quale viene tracciata una chiara linea di pensiero da seguire se davvero si vuole quel cambiamento ormai urgente della politica italiana.

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http://www.vita.it/it/article/2021/06/14/la-politica-del-terzo-settore-riparta-dalle-citta/159661/