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di Gabriella Debora Giorgione –
Lui assaggia una crema al burro, io pasteggio a tartine e analcolico. L’aria esala zuccheri e vaniglia, bagna di rhum e cioccolato fuso e domina sempre “madre frittura” delle zeppoline. È sabato pomeriggio, alla Pasticceria Russo: il suo Direttore, Vladimir Leshan, mi accoglie con una calma piena, camice bianco e grembiule bordeaux.
Șoldănești, nel Nord della Moldavia, è lontana dal 2000, anno in cui il diciassettenne Vladimir raggiunge qui in Italia la sua mamma, Tatiana, che un anno prima lo aveva coraggiosamente lasciato alla nonna per venire in Italia a cercare lavoro e qualità della vita migliori per sé e per il suo unico figlio. Prima Napoli, poi Morcone, poi San Leucio e finalmente Tatiana arriva a Benevento dove lavora in fabbrica, decide di restare ed accogliere il suo Vladimir: è a suo figlio che Tatiana si è sempre dedicata in modo assoluto da quando si è separata da suo marito. Un legame stretto, intenso e complice, quello che lega madre e figlio che ancora oggi vivono nello stesso appartamento in Viale Principe di Napoli.
I primi due anni di scuola superiore frequentati a Șoldănești gli vengono riconosciuti, così Vladimir può iscriversi all’Istituto “Marco Polo” per completare il triennio e diplomarsi ed è qui che la sua vita ha il primo punto di svolta che si chiama Dino Iannelli. È il professore di Francese di Vladimir, ma ne diventa una specie di mentore e appena il ragazzo si diploma gli chiede di andare a lavorare in una agenzia immobiliare. «Non sapevo neanche che esistesse, questa professione, parlavo ancora poco e neanche benissimo l’italiano. Ancora mi chiedo cosa avesse visto, in me, il Professore Iannelli», dice Vladimir.
E invece il Prof. Aveva visto giusto. Vladimir aveva determinazione e prese quell’invito come una sfida: «Se volevo potevo riuscirci», disse a sé stesso e cominciò a lavorare sodo. Prima destinazione, una agenzia a via Francesco Paga dove resta dal 2003 al 2006, poi il rischio chiusura e Vladimir, dopo lunghe riflessioni, decide di mettersi in proprio.
Un grande coraggio! «No, una grande mamma!», ribatte Vladimir: «Lei ha sempre sostenuto ogni mia scelta, l’ho sempre trovata dietro alle mie spalle».
Un appartamento sopra al Bar Paradiso è il luogo perfetto per l’Agenzia immobiliare tutta nuova di Vladimir: «Era un abito che mi sono cucito perfettamente addosso, un lavoro su misura per me», dice orgoglioso.
In mezzo alle scelte di lavoro e di responsabilità, anche un fidanzamento, poi però finito: «Non basta una scintilla, conta molto la testa, contano i caratteri, ci vuole complicità», dice Vladimir. Ultima tartina ed ultima gollata di analcolico, poso il bicchiere e su questa cosa gli dò tutte le mie ragioni.
Ma come ci finisce un moldavo agente immobiliare a “Sale della Terra”? «A febbraio 2018 conosco Nicola La Peccerella che veniva sempre a bere il caffè al Bar Paradiso. Nasce una grande amicizia, una di quelle in cui si parla di tutto, ci si racconta», dice Vladimir. Nicola comincia a parlargli di “Sale della Terra”, delle tante cose e azioni che si fanno, gli parla di Angelo, anzi glielo fa incontrare.
È il periodo in cui la storica Pasticceria Russo di Benevento deve chiudere perché il titolare, Umberto, deve andare in pensione.
Subito dopo i loro primi incontri, Nicola La Peccerella parla a Vladimir dell’idea di “Sale della Terra” di rilevare la pasticceria Russo e di affidarla a lui.
«Fino all’età di sei-sette anni sono cresciuto a biscotti e cioccolato, adoro i dolci e non ne posso fare a meno. In quel momento, quando me lo hanno proposto, mi sono rivisto bambino davanti alla pasticceria sotto casa: ricordo quelle vetrine, io ho sempre avuto il desiderio di lavorare in una pasticceria, nelle mie fantasie», rivela Vladimir.
L’idea di dirigere una pasticceria comincia a farsi strada, nella mente di Vladimir, i dolci il suo “punto debole”. «No – mi corregge – non il punto debole, ma il “punto sensibile”. Quando una cosa ti piace tanto, diventi “sensibile” e quindi ti concentri molto di più su quella cosa, pur di raggiungerla. Non è un punto debole, anzi è un punto forte». Ecco, appunto.
È con questo spirito che Vladimir, il 31 dicembre 2018, prende le chiavi della Pasticceria Russo direttamente dalle mani di Umberto, chiude l’agenzia immobiliare e vive il secondo punto di svolta più importante della sia vita. A tre anni di distanza, Russo continua ad essere sinonimo della “tradizione della pasticceria beneventana” grazie a Vladimir e alle persone del suo staff provenienti da tanti mondi diversi.
Adesso gli impegni sono triplicati, insomma. «Sale della Terra ti assorbe completamente», ammette Vladimir, che aggiunge: «L’ideale di “Sale della Terra” è creare lavoro per tutti, dare una ’opportunità a tutti senza fare distinzioni. Ma il Consorzio, contemporaneamente, promuove la persona, la stimola a conoscere sé stessa e a trovare qualcosa anche di più e di differente rispetto a quello che esso stesso offre. “Sale della Terra” non ti monopolizza, il lavoro è sempre una scelta libera e se poi hai modo capacità e ambizione di trovare una realtà più adatta a te, tutti ne sono felici. Finché quell’abito “Sale della Terra” sta bene, una persona sta bene. Se a distanza di tempo quel vestito comincia a stare stretto o largo, cambiare non è sconfitta e non è neanche un errore. Le cose si evolvono, mutano e cambiano.
In questo momento il mio abito “Sale della Terra” è perfettamente su misura. Ma per il domani non escludo nulla».