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Mercoledì 20 luglio, nella nostra sede di Benevento, Incom, Next Nuova Economia per Tutti, Next Social Commerce e Sale della Terra hanno presentato un progetto ambizioso e unico nel mondo della produzione tessile, a oggi uno dei settori meno sostenibili per le risorse impiegate e la quantità di rifiuti prodotti.
Il progetto del Distretto Diffuso Sostenibile, nasce dalla volontà di creare una filiera tessile 🧵 100% sostenibile e a esclusione zero attraverso il sistema di certificazione di sostenibilità di Next Economia e Next Social Commerce e il lavoro di inclusione socio-lavorativa della Rete di Economia civile Sale della Terra.
Nelle parole di Incom questa è un’idea che nasce dall’analisi di un periodo storico che può essere il preludio a un rinascimento del settore tessile, a condizione di creare una rete di laboratori che lavorino insieme, salvaguardando così la propria esistenza e generando una forza produttiva compatta.
Per Lorenzo Semplici di NeXt, due le parole chiave del distretto: creare relazioni per sostenibilità e sviluppo del territorio.
Sono state coinvolte nel progetto realtà locali già impegnate nella produzione tessile con un primo obiettivo di innovare i laboratori in termini di efficienza e consumo in modo da ottenere un punteggio del NeXt Index ESG, migliorare in termini di trasparenza e avvalersi di un percorso di sviluppo e miglioramento a cura di NeXt.
L’unione dei laboratori sotto la guida di Incom, realtà attiva nel settore da 53 anni, che ha già intrapreso un percorso di sostenibilità utilizzando l’80% di materiali organici e filati certificati, porterà alla creazione di un Distretto Diffuso Sostenibile che produrrà capi made in Italy di alta qualità, con filiera certificata, da esportare all’estero, tenendo alta la bandiera di questo settore nel mondo.
Con il plus di una sostenibilità ambientale, sociale e di governance.
L’obiettivo di Sale della Terra, espresso dal presidente Angelo Moretti, è contribuire con il benefit sociale dell’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati e creare occupazione unendo le pratiche di welfare&welcome.
La creazione del distretto diffuso sostenibile è un’occasione unica in un momento storico in cui i consumatori si sono evoluti in prosumers con una coscienza etica, per cui, a un prodotto che possiede un benefit sociale e ambientale viene riconosciuto un maggior valore oltre a un giusto prezzo.