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I ragazzi sono come gli edifici pericolanti, al primo fallimento o alla prima bocciatura, crollano.
Salman Rushdie

Al caffè dell’Orto si è tenuta la prima assemblea dei bocciati organizzata dal nodo territoriale del progetto PFP – Progetti Formativi Personalizzati con Budget Educativi.
L’esigenza è di parlare con i giovani, avere la possibilità di guardarli negli occhi e dialogare con loro su un fenomeno purtroppo sempre più in crescita che riguarda in prima persona gli studenti del territorio.

“Siamo qui perché è importante comprendere che parlare di bocciatura non è un tabù” , afferma Angelo Moretti, coordinatore generale del progetto PFP, ponendo l’attenzione sul ruolo fondamentale che ognuno di noi ha per migliorare questa situazione, sull’importanza dell’ essere sentinelle dell’inclusione verso tutti i giovani che hanno bisogno di aiuto per risollevarsi e riprendere il proprio percorso scolastico prima che sia troppo tardi.

Oggi la dispersione scolastica è un fenomeno che raramente fa notizia: molti pensano sia dovuto dall’assenza di voglia,di stimolo da parte degli studenti, ma è ben altro.

I numeri parlano chiaro: in Italia i bocciati sono circa l’8% degli studenti, un dato importante considerando la media europea del 12,7% che ha causato danni economici che arrivano intorno al miliardo e mezzo di euro, costo della gestione delle scuole.

Le bocciature, prime cause dell’abbandono scolastico, sono in elevato aumento data anche l’emergenza sanitaria che ha stravolto i metodi didattici e che ha causato numerose le assenze in aula.
Per uno studente essere riconosciuto da una nuova classe, compagni e docenti, in quanto “ripetente” , vedere i coetanei passare all’anno successivo o concludere gli studi non è incoraggiante. Dunque si sceglie di evitare queste problematiche e ricadere nella soluzione più immediata: fermare il proprio percorso scolastico.
Lasciare la scuola comporta inoltre un rischio di esclusione sociale, con attuali difficoltà ad inserirsi all’interno del mondo del lavoro.

A parlare del Patto educativo territoriale di Benevento e dei traguardi avuti con i ragazzi che hanno aderito al progetto, è stata la responsabile del nodo di Benevento, Barbara Cutispoto, che ha posto l’attenzione sull’importanza dei budget educativi e del matching tra le scuole, le famiglie e gli studenti.

Come insegnanti, come educatori del terzo settore, come comunità degli adulti di questa città, con l’aiuto delle sentinelle dell’inclusione, vogliamo mostrare la nostra presenza, il nostro supporto e collaborare insieme per modellare la scuola su misura degli studenti che la vivono.

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PFP Progetti Formativi Personalizzati con budget educativi è un progetto nazionale sostenuto da impresa sociale “Con i Bambini” sul Bando Adolescenza del fondo nazionale “povertà educative minorili”.
Capofila del progetto è la “Rete di Economia Sociale Internazionale, RES-INT”, e coinvolge 48 partner su nove regioni italiane, undici province e duemila giovani.