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Abbiamo avuto il piacere di partecipare come partner al Villaggio della Sostenibilità, iniziativa di Adiconsum che ha lo scopo di influire positivamente sui comportamenti e sulle scelte del singolo individuo per garantire e promuovere la sostenibilità in tutti gli ambiti come unica scelta per garantire il rispetto dei diritti di tutti i cittadini.

“Cash mob etico – Il voto col portafoglio” il titolo del panel al quale ha partecipato Filomena Costanzo, Segretaria Generale di Sale della Terra e della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome, insieme a Elisa Bianchini, Responsabile della comunicazione di Next e Gioosto, Luca Raffaele, Direttore generale di Next e Presidente di Gioosto, nostri partner da anni, Roberto Benaglia, Segretario generale FIM-CISL, Mauro Vergari di Adiconsum, Sara Capuzzo, Presidente di E’nostra e Salvatore Stingo, Presidente della Coop. Sociale Capodarco.

Il cash mob etico nasce a Brooklyn come iniziativa spontanea dei cittadini per salvare una piccola libreria a rischio chiusura, dimostrazione che negli anni si è fatta strada l’idea di un consumo più consapevole che punti a salvaguardare le attività indipendenti e le piccole imprese che promuovono il senso di comunità e inclusione in un quartiere o un territorio.

A questo si lega il concetto di “voto col portafoglio”, un gesto di consumo responsabile in cui l’acquisto diventa una leva strategica per stimolare le imprese a ripensare le modalità di produzione e la sostenibilità del proprio business. Per Luca Raffaele il punto centrale è l’unione tra aziende, terzo settore e consumatori per avviare un dialogo che porti a un cambiamento più incisivo, attraverso lo scambio di know how e buone pratiche. Il cash mob non può limitarsi a episodi isolati, deve diventare una pratica diffusa che porti i consumatori verso acquisti sostenibili, in modo da spingere le aziende ad adottare veri modelli di sostenibilità.

Sostenibilità integrale: economica, sociale, ambientale, lavorativa.

Per i lavoratori è l’introduzione di un welfare contrattuale, così come sottolineato da Benaglia, che garantisca migliori condizioni lavorative non solo da un punto di vista salariale, ma di assistenza al lavoratore nella gestione della famiglia e del tempo libero.

Il consumatore negli anni ha acquisito una maggiore coscienza nell’ambito degli acquisti e richiede il diritto alla trasparenza e all’informazione, soprattutto sulla filiera, ed è fondamentale che si diffonda sempre di più il pensiero di un consumo consapevole che dal basso riesca a indirizzare le decisioni prese dall’alto.

Come può farlo? Sostenendo realtà che non abbiano come obiettivo solo il profitto, ma per le quali la produzione si veste di un significato più ampio, di inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati, di rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema, di valorizzazione del territorio.

Questi sono da sempre tra gli obiettivi di Sale della Terra, per il quale la sostenibilità è soprattutto territoriale e sociale, recupero di soggetti svantaggiati e di terreni abbandonati all’interno di piccole comunità. Il nostro comparto di Agricoltura Coesiva unisce le due cose e il frutto di questo lavoro sono i nostri prodotti, buoni, a filiera corta, sostenibili sia dal punto di vista della produzione che da quello sociale per il recupero del territorio e del capitale umano. Quindi è nelle mani del consumatore la scelta di un prodotto che non solo sia buono, ma che abbia dietro una storia e una filosofia.