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di Giorgia Roca su VirtùQuotidiane

L’AQUILA – “Vogliamo continuare a espandere il nostro modello di welfare che passa anche attraverso l’agricoltura coesiva. Dai nostri vigneti e uliveti, che curiamo attraverso progetti di integrazione, produciamo vini bianchi, spumante di falanghina, aglianico, tutti prodotti autoctoni, e un olio extravergine di oliva con ortice e leccino”.

Lo ha detto in un’intervista a Virtù Quotidiane durante Chance|Change-Fiera del lavoro e dell’innovazione organizzata dalla cooperativa sociale Realize, Annabella Chianese del Consorzio Sale della Terra, rete di economia civile nata nel 2016 a Benevento e che associa quattro cooperative, tre sociali e una agricola.

“Coltiviamo anche pomodoro siccagno torrecusano con cui produciamo la passata, e pasta di grano duro con due varietà a rischio di estinsione, il Marco Aurelio e l’Emilio Lepido. Prodotti di valore”, sottolinea, “perché provenienti da terreni a rischio di abbandono e da progetti di inclusione sociale che permettono l’integrazione di persone provenienti da diversi tipi di fragilità, economica o sociale, o da percorsi alternativi alla detenzione”.

Prodotti che Sale della Terra vende sullo shop online oppure direttamente in propri punti vendita: gli Alimenta Bistrot di Lecce, Benevento e Milano. Da poco è nato anche Caffè dell’Orto a Torino.

Il Consorzio conta oggi anche una pasticceria artigianale, un Cafè, due Bistrot, una rete di Fattorie e Orti sociali, 3 Centri Sociali Polifunzionali, un Albergo Diffuso, ventidue Sai (Sistema Accoglienza Integrazione) in altrettanti piccoli comuni chiamati “del Welcome”, tre Nodi Sale della Terra in Italia (“Sale della Terra Salento”, “Hayet” a Bojano-Campobasso, “Viandanza” a Fondi di Latina).

“Sale della Terra” ha all’attivo i freschi e i trasformati dell’agricoltura coesiva e, tra le altre cose, anche percorsi di turismo esperienziale.