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Lavorare quotidianamente nella relazione d’aiuto in un progetto SAI rappresenta un’esperienza complessa: nell’essere in contatto diretto con tante storie ed esperienze diverse e nell’incontro interculturale risiede una possibilità di crescita, sia per noi operatori sia per la persona accolta, tanto sotto il profilo umano quanto quello professionale. Al contempo questo lavoro specialistico può diventare fonte di stress proprio per le peculiarità che l’incontro con l’altro comporta.
Ieri è stato svolto svolto il secondo incontro del percorso di supervisione psicologica intrapreso dal mese di aprile con la dott. ssa Mariaelena Morelli, psicoterapeuta specializzata nel trattamento dei disturbi post traumatici da stress in vittime di violenze e torture e in interventi di clinica transculturale.
Obiettivo è supportare gli operatori in questo processo di incontro/ confronto con l’altro che si esplica a più livelli.