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Lo scorso 29 novembre a Poznań, Polonia, si è svolto il convegno intitolato: “Tra Lampedusa e l’Ucraina. Come il mercato del lavoro e le comunità locali stanno rispondendo alle sfide del fenomeno migratorio?”, incontro collocato nel contesto di una fiera del lavoro dedicata ai migranti in cerca di occupazione e agli imprenditori.

L’evento, a cui ha preso parte Sylvia Modzelewska in rappresentanza di #SaledellaTerra, ha fatto il seguito ad una visita a Lampedusa da parte dell’organizzatrice Fondazione Barka, che visitò il punto di accoglienza e partecipò ad una manifestazione dove erano presenti migliaia di italiani, visitatori stranieri e studenti che chiedevano la protezione delle persone, non dei confini, a commemorare la più grande tragedia avvenuta al largo di Lampedusa nel 2013. L’effetto di questa visita si racchiude nelle parole di Barbara Sadowska, Presidente di Fondazione Barka: “Noi della Fondazione, insieme ai partner locali, possiamo rappresentare un sostegno per costruire nuovi percorsi di integrazione e inclusione per i nostri fratelli provenienti dall’Africa e da altri continenti. Proprio come abbiamo fatto per noi negli anni della transizione, persi, senza speranza, intrappolati nelle nostre stesse dipendenze, etichettati come immutabili, rifiutati”.

Il passo successivo dopo il viaggio è stato organizzare un evento dedicato a dare la voce alla tematica dei rifugiati attraverso il convegno del 29 novembre. Insieme a rappresentanti delle ONG, dei governi locali o delle istituzioni pubbliche ed esperti in materia si è svolta la conferenza a partire dalle seguenti domande:
– Siamo sufficientemente sensibilizzati alle esigenze delle persone con esperienza di migrazione?
– Siamo consapevoli delle differenze culturali che esistono tra le persone e siamo disposti a trarre valore e nuova qualità da queste differenze?
– Come sosteniamo le persone culturalmente diverse a superare le loro difficoltà e a realizzare il loro potenziale?

Il programma dell’evento ha previsto:
– l’introduzione di Vito Fiorino, che il 3 ottobre 2013 ha salvato 47 persone che cercavano di raggiungere le coste di Lampedusa. Durante la conferenza, a 10 anni dal disastro in cui morirono 368 persone, è tornato con la memoria “a bordo della sua barca” – al luogo in cui ha prestato soccorso e ha raccontato come questo evento abbia cambiato per sempre la sua vita;
– interventi di esperti e specialisti, che hanno presentato analisi teoriche delle problematiche e risultati di indagini empiriche sulle migrazioni forzate e volontarie;
– una tavola rotonda che presentava delle cosiddette buone pratiche, esposte da chi quotidianamente lavora con delle persone che vivono l’esperienza della migrazione forzata o volontaria; un dibattito tra sindaci e imprenditori, che ha permesso di riflettere, discutere e scambiare esperienze e punti di vista su esperienze individuali e sociali di lavoro con persone con esperienza di migrazione.

Sylwia Modzelewska, mediatrice culturale della nostra rete nonché attivista MEAN – Movimento Europeo Azione Nonviolenta, è stata invitata dalla Fondazione Barka per la volontà di quest’ultima di approfondire il tema delle migrazioni in maniera approfondita, con persone che abbiano l’esperienza diretta nel lavoro con dei migranti e rifugiati per poi condividerla con tutti i partecipanti interessati alle buone pratiche.

Invito per cui l’interessata si è detta “onorata”, in quanto ha potuto portare sia l’esperienza di accoglienza diffusa del suo lavoro quotidiano come mediatrice culturale nei SAI “Sale della Terra” (nello specifico, lei lavora al SAI di San Bartolomeo in Galdo e di Torrecuso) sia la “speranza” legata all’idea di accoglienza in Polonia – che oltre ad essere la sede del convegno, è il suo paese di origine – e dove, al crescente razzismo e alla chiusura verso “l’altro” che sembrava predominare la scena politica, negli ultimi anni è stata mostrata la capacità di accogliere migliaia e migliaia di Ucraini. Ma, contemporaneamente, proprio perché non è tutto oro ciò che luccica, lo stesso paese ha lasciato morire le persone sul confine bielorusso.

“Quest’anno, finalmente in Polonia – ha affermato Sylvia – è tornata la speranza grazie al cambio del governo. Si è percepito maggiore apertura verso l’accoglienza “propositiva” dei rifugiati di varie provenienze. Esempio di questa trasformazione è proprio il convegno del 29 novembre. Parteciparci significava per me rinforzare il legame con la mia terra proprio attraverso la tematica a me così vicina”.

Sylvia ha inoltre esposto una presentazione delle attività della Rete di Economia Civile “Sale della Terra”, con un focus sul funzionamento dei progetti SAI della nostra rete, sulle politiche adottate dalla rete Piccoli Comuni Welcome, sulle Cooperative di Comunità e sul progetto MEAN di cui è attivista.

L’incontro è stato propedeutica alla richiesta della Fondazione Barka di approfondire le attività svolte nelle nostre reti per poi elaborare un percorso comune.

Gli inizi della Fondazione Barka di Mutuo Soccorso risalgono al giugno 1989, quando una coppia di coniugi, gli psicologi Barbara e Tomasz Sadowski, in risposta ai crescenti problemi sociali del periodo di trasformazione, volevano creare ambienti e strutture sociali in cui i membri “dimenticati e indesiderati” della società polacca avrebbero avuto una possibilità di sviluppo personale e sociale. Così si stabilirono con le loro figlie e un gruppo di 25 persone sole, senza casa, disoccupate, disabili, ex detenuti e spesso tossicodipendenti in una casa a Władysławowo, 70 km a ovest di Poznań. In questa prima comunità furono elaborati i principi che divennero la base per lo sviluppo dell’intero sistema Barka.
La base del lavoro di Barka è la costruzione di una cultura di relazioni interpersonali e sociali solidali, basate sull’aiuto reciproco. Nel corso di questi 30 anni, è stato sviluppato un sistema complementare per aiutare le persone socialmente escluse ed emarginate, che comprendono diversi programmi, legati alle case comunitarie, all’istruzione e reintegrazione, sulla base del quale è stata creata la legge sull’occupazione sociale, un programma per la creazione di nuovi posti di lavoro e di cooperative sociali per i disoccupati di lunga durata, per gli alloggi accessibili, per lo sviluppo di partenariati locali per l’inclusione sociale e, infine, un programma di sviluppo della rete internazionale Barka (Barka Polonia, Barka Regno Unito, Barka Paesi Bassi, Barka Irlanda, Barka Germania, Barka Islanda, Barka Canada).

di Francesco Boffa