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Articolo di NTR24

Vox populi, vox DeiEsistono brand che non necessitano del timbro di una commissione ‘ad hoc’ per acquisire valore. Ma sono casi eccezionali. Per riconoscerli devi cercare in quel cassetto segnato dalla scritta “immaginario collettivo”. E in Città in questi giorni sono in tanti a cercarlo, ad aprirlo. Perché si avvicina la festa di San Giuseppe e allora serve la zeppola. E per fortuna da queste parti la possibilità di scelta non manca: l’arte della pasticceria è da sempre di casa nel capoluogo sannita. Ma la beneventanità vuole anche altro: vuole la ‘Zeppolina di Russo’. Una storia di sacrificio e successo, quella di Umberto. Con un finale dolce perché capace di valorizzare due ingredienti che in troppi, solitamente, tendono a porre in contrapposizione, come se l’uno escludesse l’altro. E invece qui tradizione e integrazione si sposano e vissero tutti felici e contenti. Ma questo, dicevamo, è soltanto l’atto conclusivo. Ci arriveremo ma prima occorre salire sulla DeLorean e tornare al 1958. “Ero un bambino quando ho iniziato: avevo soltanto dieci anni. Andai ad imparare il mestiere alla pasticceria Bianchini, al rione Libertà. E ci sono rimasto fino al 1962”.

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Umberto Russo e le sue zeppoline: 60 anni di sacrifici e successo. E un finale speciale: la sua arte tramandata a giovani stranieri