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di Gabriella Debora Giorgione – Nicola La Peccerella è il nostro Direttore vendite, è uno dei sessantatré Dirigenti della Rete di Economia civile “Sale della Terra”.

Uno tosto, lui.

Incredibile, con il suo passato, vedere tra campi di pomodori ed acquirenti giapponesi questo “ragazzo” di sessantotto anni che ha girato il mondo negli anni in cui il mondo girava in fretta divorando il progresso a morsi non sempre etici.

Atleta della pallavolo della mitica “Grippo”, Nicola ha dieci fratelli: una famiglia agiata, la sua, che gli consente di frequentare il Collegio La Salle e poi il Ragioneria: sono gli anni sessanta di una Benevento in piena ripresa economica. Poi l’Università, Scienze politiche alla Federico II a Napoli.

A volerla dire tutta, e a volerla anche dire bene, Nicola non è mai entrato in Sale della Terra.

E’ Sale della Terra, ad essere entrato in lui.

Gli anni passati in ENI sono stati intensi e al contempo pieni di allure.

Nicola nasce proprio nello stesso anno in cui nasce l’Ente Nazionale Idrocarburi, praticamente un segno: siamo nell’Italia del boom, l’Italia di Enrico Mattei, della corsa al miracolo economico per diventare un “paese moderno”.

Assunto dal cane a sei zampe, La Peccerella diventa presto un alto Dirigente che governa un intero settore ENI a livello nazionale. Viaggia e lavora instancabilmente, sono ritmi che ti prendono e puoi solo tenerli e dominarli, in un vortice di responsabilità altissime. Sposa Fiorella con la quale ha due figli, Alessio e Andrea.

Arrivano gli anni duemila e con essi il pensionamento. Ma come lo fermi un leone abituato a lottare ogni giorno?

In questi anni di tempo ritrovato, Nicola rafforza la sua amicizia con Serena Romano, famosa giornalista d’inchiesta, che sta affrontando i gravi problemi di salute mentale di un suo familiare. Due combattenti si uniscono nella battaglia per il rispetto dei diritti dei pazienti psichiatrici: fondano l’Associazione “La Rete Sociale”, arrivano anche ad oltre millecinquecento iscritti. La salute mentale è ancora un tema difficile, pieno di incastri ruvidi tra chi trova la soluzione solo nell’assistenza e chi, invece, guarda alla persona e alla sua emancipazione attraverso dei progetti personalizzati. La lotta con il sistema sanitario beneventano si fa aspra, arrivano “i lenzuoli bianchi” e le campagne dure di sensibilizzazione e denuncia de “La Rete sociale”.

Durante queste campagne mediatiche, La Peccerella incontra Angelo Moretti, all’epoca Direttore del Cesvob. Non gli avevano parlato bene di “quel giovane” che in città stava facendo rumore con la pretesa della legalità, forse è per questo che Nicola lo stima fin da subito: chi lotta per i diritti e la difesa delle persone deboli di solito non se la passa bene, nel “sistema”. Quando i pazienti, quasi per sfida, vengono dimessi dalle strutture che “La Rete sociale” denunciava, Nicola e Serena chiedono aiuto all’Arcivescovo Andrea Mugione che non ci pensa neanche due volte e apre le Fattorie e gli Orti sociali della Chiesa beneventana affidati alla Caritas di don Nicola De Blasio, dove nel frattempo Angelo Moretti era diventato Coordinatore generale.

Inizia la stagione dei Progetti Terapeutici Riabilitativi Individualizzati con Budget di Salute, arrivano i successi delle persone prese in carico che escono dai meccanismi perversi delle cliniche e diventano baristi, pasticcieri, soci di cooperative, falegnami, sarti.

Nel 2016 nasce il Consorzio e con La Peccerella inizia anche un altro percorso. L’esperienza del suo lavoro in ENI, Nicola la traduce in fatica quotidiana per un “bene commerciale” completamente diverso, proteso all’aiuto, all’inclusione, alla coesione. Oggi guida la rete vendita del nostro marchio che conta la produzione di freschi e trasformati della nostra agricoltura coesiva: il banco dell’orto quotidiano, la linea enologica, la linea del nostro olio evo, la filiera corta della nostra pasta e delle nostre farine, la linea delle passate e dei legumi.

“Nico, ma stanchezza ne senti?”

“Qualche volta, ma non me lo posso permettere”, mi risponde

“E perché?”

“Perché ho avuto tanto, dalla vita. Adesso è il momento di restituire ed accompagnare una comunità come questa a crescere forte nel territorio”.